Sterrato nel Douro: l'anima del Portogallo in moto
Esplorare la regione del Douro in Portogallo è il sogno di ogni motociclista amante dei paesaggi mozzafiato.
Se la celebre N222 è un must per chi ama l'asfalto, il vero cuore pulsante di questa terra si svela solo a chi ha il coraggio di avventurarsi sulle sue affascinanti strade sterrate.
In questa guida ti raccontiamo il fascino del Douro off-road in moto, tra vigneti terrazzati, borghi arroccati e percorsi bianchi che regalano emozioni autentiche lontano dal traffico.
Scopri gli itinerari imperdibili, i consigli per affrontare al meglio lo sterrato e perché questa regione vinicola è una delle mete europee più incredibili per un viaggio in moto adventure.
C'è un momento, in un viaggio in moto, in cui decidi di abbandonare la strada principale. Spegni la freccia, svolti e il rombo del motore cambia tonalità.
L'asfalto liscio e scorrevole lascia il posto a un tappeto di terra battuta e ghiaia,
Il mondo rallenta. È lì, su quelle strade sterrate che si arrampicano tra i vigneti terrazzati, che ho scoperto il vero fascino della regione del Douro .
Non fraintendermi, la N222 è una celebrazione dell'asfalto, eletta più bella del mondo, e merita ogni singolo centimetro della sua fama con curve che si affacciano su panorami da cartolina.
Ma è allontanandosi da quel nastro d'asfalto che si trova la quiete.
Le strade sterrate del Douro sono un richiamo per chi cerca un contatto più profondo con la terra, per chi vuole sentire la polvere sollevarsi dietro di sé mentre si inerpica verso un piccolo villaggio arroccato come Casal de Loivos.<

Immagina di essere in sella a una adventure, gli pneumatici tassellati che mordono il terreno.
Il paesaggio intorno è un'anfiteatro naturale scolpito dall'uomo e dal tempo.
I filari di viti, ordinati e perfetti, scendono a gradoni fino a tuffarsi nel fiume Douro, che luccica placido centinaia di metri più in basso .
L'aria è profumata di terra calda e di vegetazione. Il silenzio, rotto solo dal vostro motore e dal leggero crepitio dello sterrato, è assordante nella sua pace.
Non sono percorsi per chi ha fretta. Sono vie per chi vuole assaporare il viaggio.
Si procede a ritmo lento, in equilibrio tra la moto e il panorama, alla ricerca di quella visuale perfetta su Pinhão o sul "Cuore del Douro" a São João da Pesqueira.
Ogni curva sterzata apre uno scenario nuovo, più intimo e selvaggio di quello che si può vedere dalla statale.
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E poi ci sono le scoperte inaspettate. Una piccola quinta (tenuta vinicola) sperduta tra le colline, dove il produttore è felice di offrirti un assaggio del suo vino raccontandoti storie di famiglia.
O l'antica stazione ferroviaria di Pinhão, con i suoi azulejos istoriati che narrano la storia del vino .
Sono esperienze che si gustano con un senso di scoperta che solo le strade secondarie sanno regalare.
strong>Consigli per l'avventura:
La Moto: Una adventure o una enduro sono le regine indiscuse. Una moto da strada con pneumatici tassellati può comunque cavarsela su fondi non troppo impegnativi.
Come testimoniano alcuni viaggiatori, anche una KTM 1290 Adventure si trova a suo agio su questi percorsi, grazie alla versatilità e allo spazio per il bagaglio .
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Quando Andare: La primavera (aprile-giugno) e l'autunno (settembre-ottobre) sono i periodi ideali.
Le temperature sono miti e i colori del paesaggio sono al loro massimo splendore, specialmente durante la vendemmia . L'estate può essere troppo calda, soprattutto nello sterrato.
Dove Dormire: Punta sulle Quintas o sulle strutture ricettive nelle piccole città come Pinhão o Lamego, per vivere la regione a 360 gradi, magari dopo una giornata di guida concedendoti una degustazione (ricordando sempre di farlo a moto spenta!) .
strong> Le Tappe Imperdibili (anche fuori dallo sterrato):
Pinhão: Il cuore pulsante della regione del vino .
Miradouro de Casal de Loivos: La vista più famosa e mozzafiato sulla vallata.
Lamego e il suo Santuario: Un tuffo nella cultura e nella storia, con una spettacolare scalinata .
La N222: Anche solo per percorrerla e capire perché è tanto celebrata .















